Archivio per Scritti

Lo Scherzo

Posted in Parole with tags on 12 marzo 2015 by marmellatadistreghe

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Era la vertigine. Quella irresistibile ebbrezza della debolezza, che desideri ma ti spaventa e non puoi più essere ciò che eri.

Waste your time

Posted in Parole with tags on 8 gennaio 2012 by marmellatadistreghe

C’è da sperare che siano solo una infinità di maledette/assurde/im-possibili coincidenze perché altrimenti dovrei rivedere il concetto che ho sulla paranoia.

.waste your time.

Alla prossima Iggy

Posted in Parole with tags on 18 dicembre 2011 by marmellatadistreghe

Iggy era un uomo freddo, così magro che non sembrava aumentare di peso neanche dopo sette cenoni consecutivi di capodanno. Quella sera si annoiò presto, salutò tutti a modo suo, sorrise e scolò in un fiato l’ intera bottiglia da 3/4 di litro di laphroaig invecchiato 30 anni. Pace all’anima sua.

Io dentro di Me

Posted in Parole, Racconti with tags , on 8 dicembre 2010 by marmellatadistreghe

Spesso resto sconcertato dalla varietà di persone che incontro. Nella moltitudine delle masse ognuno possiede il suo personalissimo modo di vedere le cose, dai moderati più noiosi agli estremisti più esaltati. Sin dal primo istante di vita siamo inesorabilmente circondati minuto dopo minuto da un sovradosaggio tale di esperienze capaci di modellarci facilmente dentro, esperienze che ci percuotono come ferro sempre caldo, costanti come un ticchetio d’orologio d’epoca. E sei già un’altra persona da quello che eri un secondo fa, un perfetto sconosciuto.

Poser

Posted in Parole with tags on 7 agosto 2010 by marmellatadistreghe

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Cerca una casa in ogni volto che incontra. Non sa dove va nè perchè va. Entra ovunque e risponde a tutto. Non lo uccideranno di più che se fosse cadavere. Quel mattino al mercato aveva lo sguardo così smorto che quelli che ha incontrato forse non l’hanno visto.

Come Riconoscere gli Angeli

Posted in Parole, Racconti with tags , on 11 luglio 2010 by marmellatadistreghe

In passato collaborò nell’ombra con diverse organizzazioni, tipo servizi ambigui e strani apparati dello stato, ricordo che veniva pagato molto profumatamente e poi puntualmente, come se niente fosse, spariva senza lasciare alcuna traccia. Lui sapeva bene chi o cosa fosse e quale assurdo destino gli strisciava dentro, era nato per farlo. Era quello il suo lavoro e per quello lo ricercavano in lungo e in largo per mezzo stato, non avrebbe potuto fare nient’altro che quello.

Lui sapeva guardare le foto, dentro le foto ti sto dicendo. Sentiva le immagini, fissava i particolari, scrutava le loro facce per pochi secondi e ti diceva cosa quella persona lì stava pensando nel preciso istante dello scatto. E il trucco?
Senza trucco.

Ho Chiuso

Posted in Parole with tags on 27 giugno 2010 by marmellatadistreghe

Cosa c’è di più effimero dell’ironica abilità di mettersi sempre in situazioni sbagliate, senza via d’uscita…tipico di chi non ha voluto imparare la parte.
Tutto ciò è sintomo d’innocenza.
Penso non ci sia più nulla d’aggiungere.
Chiuso.