Archive for the Racconti Category

Io dentro di Me

Posted in Parole, Racconti with tags , on 8 dicembre 2010 by marmellatadistreghe

Spesso resto sconcertato dalla varietà di persone che incontro. Nella moltitudine delle masse ognuno possiede il suo personalissimo modo di vedere le cose, dai moderati più noiosi agli estremisti più esaltati. Sin dal primo istante di vita siamo inesorabilmente circondati minuto dopo minuto da un sovradosaggio tale di esperienze capaci di modellarci facilmente dentro, esperienze che ci percuotono come ferro sempre caldo, costanti come un ticchetio d’orologio d’epoca. E sei già un’altra persona da quello che eri un secondo fa, un perfetto sconosciuto.

L’Anarchico

Posted in Racconti, Teatro with tags on 7 ottobre 2010 by marmellatadistreghe

Anarchico a me!? Ah, ah! Sono un demonio io, una belva umana, altro che anarchico. Sono dotato di una tale dose di cattiveria da affossare tutte le guerre del mondo.
Sono anche brutto, per rappresaglia. Fascino zero. Forse sono malato di fegato, ma non mi curo, così imparano!
Anarchico. Gli anarchici amano l’umanità. Sono una merda io, altro che anarchico. A me l’umanità mi piace guardarla dall’alto. A volte spengo la luce e mi metto alla finestra…
Ridicoli loro, eh? Curano la facciata e qualche volta anche il “didietro”. E io invece da qui li vedo ribaditi, spiaccicati sul marciapiede, schifosi, con le gambette che escono dalle spalle. SPUT, SPUT, SPUT… Bisogna renderle chiare le superiorità morali anche con fatti materiali, sennò si afflosciano le superiorità; solo così si spiegano i campanili e le torri Eiffel. Qualcuno dice: “Andare a Dio”. Guardare sotto… SPUT, dalla torre Eiffel, SHHH… BUM!
Quando si è sullo stesso piano degli uomini è difficile considerarli come delle formiche: ti sfiorano, ti accarezzano, ti entrano dentro. Che schifo. Ci si affeziona.

(1981 “Anni affollati” di Giorgio Gaber)

Come Riconoscere gli Angeli

Posted in Parole, Racconti with tags , on 11 luglio 2010 by marmellatadistreghe

In passato collaborò nell’ombra con diverse organizzazioni, tipo servizi ambigui e strani apparati dello stato, ricordo che veniva pagato molto profumatamente e poi puntualmente, come se niente fosse, spariva senza lasciare alcuna traccia. Lui sapeva bene chi o cosa fosse e quale assurdo destino gli strisciava dentro, era nato per farlo. Era quello il suo lavoro e per quello lo ricercavano in lungo e in largo per mezzo stato, non avrebbe potuto fare nient’altro che quello.

Lui sapeva guardare le foto, dentro le foto ti sto dicendo. Sentiva le immagini, fissava i particolari, scrutava le loro facce per pochi secondi e ti diceva cosa quella persona lì stava pensando nel preciso istante dello scatto. E il trucco?
Senza trucco.

23 Maggio 1992

Posted in Cosa non va, Fotografia, Racconti with tags , on 7 luglio 2010 by marmellatadistreghe

Non penso di essere mai stato tanto vicino al concetto pratico di Mafia come il 23 Maggio del 1992.
Le immagini di guerra sull’autostrada A29 circolavano ripetutamente su ogni emittente. Scene scioccanti, potenti, insistenti come una sveglia che non riesci a spegnere il lunedì mattina. Io ero ancora un bambino e in quella serata appena iniziata non potevo ancora capire perchè quei ragazzini sui motorini giravano freneticamente per tutto il villaggio gridando e suonando a festa come se niente fosse, come se fosse giusto, come se fosse la più classica delle feste da festeggiare.
L’odore di Mafia era forte e chiaro ed era normale.

Quel genio del Primo Ministro

Posted in Racconti with tags , , on 25 giugno 2010 by marmellatadistreghe

Il vertice tanto atteso si apre alle 9:02.
Gli uomini più importanti del mondo sono incravattati fino al naso, ostentano sicurezza e presunzione.
Non c’è niente di più eccitante che discutere ad un tavolo del destino dell’umanità, una specie di festa dell’autocompiacimento.
L’atmosfera è parecchio variegata, si passa da gravose situazioni da sbrogliare a racconti di storielle divertenti, fino a quando non interviene l’autorevole primo ministro.
“Vogliate perdonarmi, non vorrei intromettermi in affari militari che non mi competono, ma negli ultimi anni, con tutti i soldi investiti nell’industria bellica forse sarebbe proprio il caso di usarlo questo arsenale? e allora la prossima volta bombardardiamole del tutto queste cazzo di navi umanitarie, no? [cit.]

Da grande voglio fare il Papa

Posted in Cosa non va, Racconti with tags on 22 giugno 2010 by marmellatadistreghe

Ricordo che da bambino desideravo tanto parlare con Dio, avrei voluto essere il capo di uno dei più ricchi stati del pianeta (!?). Si, sarebbe stato divertente vestirmi di bianco, ingioellarmi fino agli alluci e affacciarmi al balconcino fiorito promettendo un’altra vita, piena di pace e serenità, a milioni di disgraziati.

L’illustre Governatore

Posted in Cosa non va, Politica, Racconti with tags , on 15 giugno 2010 by marmellatadistreghe

C’era una volta un illustre governatore e la sua allegra combriccola. Spesso erano soliti riunirsi per decidere serenamente tutti assieme su come poter spendere al meglio le risorse economiche di una regione tra le più genuine della penisola.
L’illustre governatore aveva tanti hobbies, era il più bravo a collezionare tangenti, il più veloce ad assumere amanti come consulenti della giunta, il più costante nel chiamare quei servizi telefonici che fanno diventare ciechi, ed anche il più abile nell’organizzare viaggi di piacere in alberghi a cinque stelle. E tutto questo ovviamente con i soldini pubblici di una regione peraltro già pesantemente in rosso.
L’illustre governatore era sopratutto il più esperto nel metter le mani avanti tirando in ballo parole quali privacy, dati sensibili e vita privata non appena dall’armadio rotolavano giù valanghe di scheletri maleodoranti di prima repubblica.