Stai parlando del tempo e, non si sa come, uno dei due se ne va per sempre.

17 e 17

«No, no, no, no, no…», fece lui.

«Sì, sì, sì, sì, sì…», ribatté lei.

«Lo so io cosa vuol dire il tuo “sì”», continuò lui.

«Non vuol dire un cazzo di quello che pensi tu», urlò lei.

«Quindi è così che sarà sempre?», chiese lui, ansimando.

«Così come? Sei tu che la vuoi vedere così. “Così” non esiste in natura se fai diversamente», argomentò freneticamente lei.

«Ed ecco la maestrina. Ti prego, maestrina, potresti darmi un’altra lezione di vita, per cortesia?» perculò lui.

«Hai dodici anni, lo sai? Posso ragionare con un dodicenne, secondo te? Cioè: tu investiresti tempo e vita vicino a un dodicenne?», vomitò fuori lei.

«No, infatti: siccome ho dodici anni, è meglio che lasciamo perdere. Scusa se ti ho dato fastidio col mio essere dodicenne», ululò lui.

«Lo vedi? Lo vedi? Ma ti senti? Che margine di dialogo c’è? Ti guardi mai da fuori ogni tanto?…

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